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Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC)

  • 27 mar
  • Tempo di lettura: 3 min


Con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, in accordo con il Ministero dell’economia e delle finanze tramite Il decreto interministeriale del 27 febbraio 2026 è stato approvato il sistema degli  Indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC), alfine di valutare la congruità previdenziale delle imprese, come previsto dal decreto Lavoro 160 del 2024. 


Il provvedimento introduce un sistema di indicatori statistico-economici finalizzati a verificare la coerenza  tra l’attività economica svolta e la forza lavoro dichiarata, e nella pratica contrastare il lavoro sommerso e l’evasione contributiva.


Gli ISAC sono ufficialmente in vigore dal 1° gennaio 2026 e costituiscono una delle azioni previste dal piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025, inserito nella Missione 5 del PNRR dedicata alle politiche per il lavoro.


Le imprese inizieranno a ricevere le lettere di compliance entro il mese di marzo 2026

il sistema introdotto prende spunto dalla normativa applicata per gli ISA fiscali, ma focalizzando l’attenzione sulla dimensione contributiva, utilizzando l’analisi di vari indicatori di gestione aziendale e della forza lavoro.


Pertanto, gli enti preposti  potranno individuare situazioni di anomalia e orientare le attività di controllo, il decreto inoltre,  introduce meccanismi premiali per i datori di lavoro che risultano in linea con i parametri di normalità.


Al momento sono stati concentrati i controlli di congruità su due settori economici specifici, precisamente:

  1. ·Commercio all’ingrosso alimentare - Commercio all’ingrosso di frutta, carne, latticini, bevande e altri prodotti alimentari;

  2. Servizi alberghieri ed extra-alberghieri - Alberghi, affittacamere, bed and breakfast, case vacanze, alloggi per studenti e lavoratori;


 La normativa prevede inoltre che entro il 31 agosto 2026 gli ISAC vengano estesi ad almeno sei ulteriori settori economici caratterizzati da rischio elevato di evasione contributiva. 

Gli indicatori sono elaborati utilizzando dati integrati provenienti da diverse banche dati pubbliche, tra cui:

  • · dati ISA fiscali dell’Agenzia delle Entrate;

  • · denunce contributive Uniemens dell’INPS;

  • · comunicazioni obbligatorie del Ministero del lavoro relative alla forza lavoro.

Gli indicatori si distinguono in due categorie principali:

  • · indicatori elementari, basati su confronti diretti tra variabili aziendali;

  • · ndicatori complessi, basati su modelli econometrici che stimano la domanda teorica di lavoro.


Nella valutazione della congruità i fattori anomali possono portare a scostamenti lievi o viceversa a scostamenti consistenti tali da attivare le procedure dell’Inps.

Entro il 31 marzo 2026 l’Inps invierà ai datori di lavoro interessati una comunicazione telematica di compliance, contenente i risultati determinati dall’analisi effettuata attraverso gli ISAC.

La comunicazione indicherà:

  • · eventuali scostamenti rispetto ai valori normali degli indicatori;

  • ·  la classificazione dello scostamento come “lieve” o “significativo”;

  • · una stima indicativa delle giornate di lavoro necessarie per riportare gli indicatori nella fascia di normalità.


È importante evidenziare che la comunicazione ha finalità preventiva e non determina automaticamente irregolarità contributive.

I datori di lavoro che ricevono la lettera di compliance possono inviare riscontri all’Inps attraverso  un modello predisposto dall’Istituto che dovrà essere trasmesso tramite la funzione “Comunicazione bidirezionale” del Cassetto previdenziale del contribuente.


Se il datore di lavoro ritiene necessario regolarizzare i dati contributivi, può farlo attraverso la sezione “Regolarizzazione da compliance” del flusso UNIEMENS, utilizzando il Tipo Regolarizzazione “RE” e indicando protocollo e data della lettera, inoltre, eventuali contributi dovuti vanno versati con modello F24, causale RC01.

In ogni caso l’Inps ha predisposto un modello di risposta strutturato per singolo indicatore, che consente di selezionare diverse opzioni di riscontro.

In particolare, il datore di lavoro può:

  1. ·esporre e documentare le cause dello scostamento rispetto alla fascia di normalità;

  2. ·segnalare eventuali correzioni effettuate nei flussi UniEmens dopo la ricezione della comunicazione.

  3. ·richiedere chiarimenti sui dati contributivi utilizzati dall’INPSper il calcolo degli indicatori.

  4. Il modello può essere inviato insieme alla documentazione ritenuta utile a supporto delle spiegazioni fornite.

Il ricevimento della lettera non impone alcun adempimento immediato, difatti non esiste un termine perentorio di risposta e la stessa è al momento facoltativa.


Le aziende che risulteranno coerenti con i parametri ISAC saranno collocate nella cosiddetta fascia di normalità, e tramite il meccanismo premiale tali imprese non saranno oggetto di accertamenti ispettivi prioritari nell’ambito della programmazione annuale della vigilanza contributiva.

 
 
 

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