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Dichiarazione 730/2026

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Di seguito si riportano le date per procedere nei termini alla dichiarazione del modello 730-2026 ed alcuni accenni sulle novità introdotte nello scorso anno che hanno un impatto sulla compilazione del modello.


Dopo avere ricevuto la Certificazione Unica con i redditi del 2025, che rammentiamo, doveva essere consegnata ai lavoratori ed inviata telematicamente dai sostituti d’imposta all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo scorso per i rapporti di lavoro subordinato e categorie assimilate e che per i lavoratori autonomi la data ultima per la consegna e l’invio telematico delle certificazioni è fissato al prossimo 30 aprile.

 Riportiamo una sorta di agenda per le date da “tenere a mente”:


30 aprile 2026: a partire da questo giorno si può visualizzare, attraverso la propria sezione personale del sito dell’Agenzia delle Entrate, il modello precompilato 730;

15 maggio 2026: è possibile presentare il 730 nel 2026 ed accettare, modificare e trasmettere il 730 precompilato tramite l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate;

·20 giugno 2026: questa data è l’ultima possibile per annullare l’invio di un modello 730 precedentemente presentato. Si ricorda che l’annullamento dell’invio può essere fatto una sola volta e che dopo sarà necessario mandare un nuovo modello 730;

·30 giugno 2026: scade il termine di versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti senza sostituto d’imposta con 730 o con modello Redditi, rammentiamo che dallo scorso anno anche i contribuenti senza un sostituto d'imposta possono regolare le partite con il fisco tramite il 730;

·31 luglio 2026: segna il termine di consegna del saldo e del primo acconto, con maggiorazione dello 0,40%, per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi;

30 settembre 2026: è la data di scadenza per presentare il 730 precompilato all’Agenzia delle Entrate direttamente tramite l’applicazione web;

25 ottobre 2026: entro questa data si deve presentare al Caf, oppure a un professionista abilitato, il 730 integrativo. La presentazione di questo documento è possibile solo nel caso in cui l’integrazione comporta un maggiore credito, un minor debito o un’imposta invariata, utilizzando il codice 3 nella relativa casella “730 integrativo” presente nel frontespizio;

02 novembre 2026: è il termine ultimo per inviare il modello 730 correttivo e per versare il secondo o unico acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta, o con modello Redditi. Questa data è anche la scadenza per presentare il modello Redditi precompilato e Redditi aggiuntivo del 730 (frontespizio e quadri RM, RS, RT e RW);

29 gennaio 2026: è l’ultimo giorno entro cui il Caf o il professionista abilitato può trasmettere in via telematica il modello Redditi tardivo (entro 90 giorni dalla scadenza originaria) all’Agenzia delle Entrate.

Gli adempienti possono essere effettuati in modalità autonoma dal contribuente o con l’assistenza dei CAF o di professionisti abilitati.

Rammentiamo che per procedere all’accesso all’area riservata della piattaforma dell’AdE i contribuenti che non si avvalgono dell’ausilio dei CAF o di professionisti abilitati hanno le seguenti opzioni:

1.     Spid – il "Sistema Pubblico dell'Identità Digitale"

2.     Cie – Carta d'identità elettronica 3.0

3.     CNS – Carta Nazionale dei Servizi

4.     Credenziali rilasciate dall’AdE per i soggetti titolati ad averle

5.     Inps – se ha il pin "dispositivo" dell'Inps


Sintesi di cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026:

I punti sottoelencati sono una “traccia” delle novità introdotte con l’anno fiscale del 2025 e in ogni caso sono quelle, a detta di chi scrive, di maggiore impatto per le generalità dei contribuenti, altre modifiche o l’introduzione di nuove articolazioni fiscali di minore diffusione tra i contribuenti possono essere reperite nelle istruzioni ministeriali.

  • conferma della struttura IRPEF a tre scaglioni;

  • aggiornamento del cuneo fiscale e delle regole sulla detrazione da lavoro dipendente;

  • introduzione di meccanismi collegati alla somma aggiuntiva esente fino a 20.000 euro e all’ulteriore detrazione nella fascia 20.000–40.000 euro;

  • revisione delle regole sui familiari a carico, con una restrizione del perimetro delle detrazioni:

1.     le detrazioni per figli a carico spettano esclusivamente ai figli di età compresa tra 21 e 30 anni ad eccezione dei figli disabili (art. 3 L 104/1992) per cui spettano le detrazioni dai 21 anni.

2.     Per gli altri familiari le detrazioni spettano solo per gli ascendenti conviventi (genitori-nonni)

3.     Non sono più ammesse le detrazioni per carichi familiari riferite ai familiari residenti all’estero di cittadini non Italiani, UE o SEE.

  • introduzione di due nuovi righi del quadro T relativi alle cripto-attività;

  • nuove regole per Superbonus e bonus edilizi, con aggiornamenti sulla ripartizione e sulla detrazione delle spese;

  • conferma delle principali spese detraibili, tra cui spese sanitarie, istruzione, abbonamenti ai trasporti e attività sportive per i ragazzi;

  • estensione della dichiarazione semplificata anche ad alcune ipotesi di redditi a tassazione separata o imposta sostitutiva;

  • evoluzione della precompilata, sempre più completa e orientata a facilitare il controllo e l’invio della dichiarazione.

 

Le novità introdotte per il 730/2026 seguono tre direttrici principali, semplificare gli adempimenti dichiarativi, concentrare i benefici fiscali sui redditi medio-bassi e rivedere la disciplina dei familiari a carico in coerenza con il sistema dell’Assegno Unico.


Per il contribuente, però, non è sempre semplice capire se tra busta paga e dichiarazione siano state riconosciute correttamente tutte le somme e le detrazioni spettanti.


 La verifica diventa ancora più delicata quando il rapporto di lavoro cambia nel corso dell’anno o quando muta la situazione dei figli a carico.


In ultimo è necessario specificare che il modello 730 negli anni è diventato via via più complesso per le molteplici informazioni e poste fiscali che i lavoratori possono regolare e che il datore di lavoro (sostituto d’imposta) non può intervenire sui dati che vengono comunicati dall’ente fiscale in merito alle imposte a debito o credito.

 
 
 

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