Tassazione 2026 aumenti contrattuali- PdR – altre somme corrisposte
- gdelsignore6
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

La Legge di Bilancio per l’anno 2026 detta alcune novità sulla tassazione di alcune voci che compongono la retribuzione dei lavoratori del settore privato.
In sintesi, si potrebbe considerare che il legislatore abbia introdotto una sorta di flat tax articolata secondo il tipo di reddito, con una tassazione del 5% o del 1% o ancora del 15% rispetto alle aliquote fiscali ordinarie e delle addizionali regionali e comunali applicate su alcune voci della retribuzione con l’effetto di determinare una tassazione agevolata.
Imposte su aumenti contrattuali
Tale tassazione si applica sugli aumenti di stipendio che derivano dai rinnovi dei contratti nazionali, con decorrenza da quelli stipulati dal 2024 e fino a quelli rinnovati nel corso del 2026, al momento non è stato chiarito a quali rinnovi si debba riferire l’agevolazione fiscale se solamente alla contrattazione nazionale ovvero anche agli aumenti riconosciuti a seguito della contrattazione territoriale, o aziendale.
In assenza di ulteriori delucidazioni, che dovranno essere indicate dagli enti preposti, si intende considerare esclusivamente gli aumenti derivanti dalla contrattazione nazionale.
Per mantenere il diritto alla tassazione agevolata il lavoratore dovrà avere un reddito ai fini fiscali su base annua non superiore ai 33.000 euro, in ogni caso Il lavoratore potenzialmente beneficiario della detassazione, può rinunciarvi per iscritto.
Tassazione premi di risultato (PdR)
Anche nell’ambito dei premi di risultato e sulle somme riconosciute a titolo di partecipazione agli utili viene “rivista” la tassazione fiscale, rammentiamo che con la precedente legge di stabilità e solo per il 2025 l’applicazione dell’imposta sostitutiva era stata fissata nella misura del 5%.
Con la legge per il 2026 viene ampliata la facilitazione intervenendo sia sull’aliquota , sia sul massimo detassabile.
Si prevede, infatti che per gli anni 2026 e 2027 le somme sopra richiamate (PdR e partecipazione agli utili) vengano tassate con una imposta sostitutiva dell’ l’irpef e delle addizionali, con una aliquota ridotta all’1%, si stabilisce, inoltre, che il tetto massimo su cui opera la detassazione debba essere entro i 5.000 euro.
Tutti gli altri presupposti per accedere al PdR restano fissati secondo le disposizioni già in vigore.
Maggiorazioni per lavoro notturno, lavoro festivo
Con l’anno 2026 la tassazione per le maggiorazioni e le indennità erogate per lavoro notturno o per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale ed anche per le indennità di turno secondo quanto disposto dai diversi CCNL di riferimento in azienda, potrà essere applicata un’imposta del 15% che, come negli altri casi, sostituisce la tassazione ordinaria con un tetto massimo detassabile di 1.500 euro.
La tassazione agevolata potrà essere applicata automaticamente dal sostituto d’imposta ai lavoratori che nel 2025 hanno ricevuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 40mila euro.
Sono esclusi i settori turistici destinatari di altra misura.
Agevolazione fiscale del comparto del turismo
In favore dei lavoratori privati del comparto del turismo (inclusi gli stabilimenti termali) e di quelli occupati negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nel periodo da gennaio a settembre 2026, è riconosciuto un trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde che saranno loro corrisposte a seguito di svolgimento di lavoro notturno o straordinario nei giorni festivi.
Per maturare il diritto il reddito di lavoro dipendente su base annuale non dovrà superare i 40.000 euro nel periodo di imposta 2025.
Il trattamento integrativo viene erogato dal datore di lavoro su richiesta dei lavoratori, che dovranno altresì attestare con una dichiarazione di responsabilità il rispetto dei limiti reddituali previsti.










































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