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Contratto di assunzione e sanzioni D.lgs. n. 104/2022


Il Decreto Trasparenza, D.lgs. n. 104/2022 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio, recepisce quanto previsto dalla Direttiva Europea n. 1152/2022, che come già accennato in una precedente nota lo Stato italiano ha recepito, a differenza di altri stati, in modo restrittivo.

La disposizione determina di fatto una serie di modifiche sulla stesura dei patti contrattuali che le parti sottoscrivono contestualmente alla costituzione del rapporto di lavoro, andando di fatto ben oltre la formulazione della precedente documentazione, tanto da superare come definizione la “lettera di assunzione” e stipulare un vero e proprio contratto di lavoro.

Sulle disposizioni vi rimandiamo a quanto già pubblicato sul nostro sito.


Nel caso specifico ci soffermiamo sul sistema sanzionatorio nel caso non vengano correttamente espletate le procedure di assunzione.

Sulla base di quanto previsto dal Decreto Trasparenza, in caso di mancato adempimento sarà applicata una sanzione che va da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore coinvolto dalla violazione.

È parere di chi scrive che anche una formulazione parziale del contratto potrebbe far attivare il sistema sanzionatorio.

Per meglio chiarire il concetto, se nelle obbligazioni non fossero riportati tutti gli elementi qualificanti previsti dalla citata disposizione, di fatto si produrrebbe in ogni caso la sanzione amministrativa.

La circolare 4/2022 dell’INL ricorda che si dovrà applicare la procedura della diffida in base all’articolo 13 del Dlgs 124/2004, pertanto, se la legge non la esclude espressamente, la sanzione che va da 250 a 1.500 euro sarà pari a 250 euro ovvero la misura minima prevista dalla norma.


Quindi, una volta accertata la violazione, l’ispettore diffida il datore di lavoro a regolarizzare l’inosservanza, nel termine di 30 giorni.

In caso di mancato pagamento, la sanzione è calcolata in base all’articolo 16 della legge 689/1981, ovvero nella misura di un terzo del massimo o, se più favorevole nel doppio del minimo.

Se l’azienda decidesse di non pagare la sanzione, in questa ipotesi l’Ispettorato emetterebbe ordinanza di ingiunzione, a fronte della quale il trasgressore potrà presentare scritti difensivi ovvero opporsi davanti al giudice del lavoro.

Un'altra sanzione si potrebbe determinare per l’omessa indicazione di informazioni riguardanti i sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati dando luogo ad una multa da 100 a 750 euro, per ciascun mese di riferimento.

L’importo aumenta da 400 a 1.500 euro se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori.

Se invece la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori la sanzione va da mille a 5mila euro senza possibilità di essere ammesso al pagamento della sanzione ridotta e quindi alla procedura della diffida.


Sul nostro sito nella sezione modulistica potrete trovare alcuni esempi di compilazione del contratto di lavoro che recepiscono le nuove disposizioni, i modelli rappresentano in ogni caso una “traccia” da adattare alle diverse specificità aziendali.

Eventualmente siamo a vostra disposizione per approfondire e chiarire eventuali dubbi.

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